giovedì 7 gennaio 2010

C'è una luce in fondo al tunnel? Si, è un treno...

...che punta dritto verso di noi e ci sta per travolgere a più di 300km orari, riducendo i nostri poveri corpicini in polvere.

Ecco, questa era l'unica cosa veramente utile che avremmo dovuto leggere/ascoltare/scoprire nelle ultime settimane di quella che è stata una gravidanza idilliaca. Già, idilliaca, ore e ore di dolce far niente... e chi se la ricorda più oramai!

A scanso di equivoci chiarisco subito: Francesco è la cosa più bella che potesse arrivarci, meglio anche di un meteorite da 40 kg d'oro zecchino in mezzo al prato del giardino. [NdA per la Dea Bendata: l'accadimento di una cosa non esclude necessariamente il verificarsi anche dell'altra, eh?]

Ciò non ostante (o si scrive tutto attaccato?)... ho perso il filo del discorso.
Ecco, il primo effetto della maternità è una gioia incontenibile, che sprizza da tutti i pori, una felicità che non si può raccontare se non buttando in uno shaker un bel pizzico di incredulità, una cucchiaiata di stupore, due bicchieri di sorriso stampato, una manciata di capogiri e 4 dosi doppie di euforia pura. Mescolate bene, versate in un bicchiere ghiacciato e guarnite con cioccolatini fondenti al peperoncino.
Il secondo effetto della maternità è l'azzeramento totale dell'attività neuronale. E non raccontiamoci balle, non c'entrano niente le notti insonni (che cmq arriveranno a brevissimo giro di posta) o la depressione post partum, quello di cui parlo è un rimbambimento puro, lobotomia totale, incapacità di distinguere l'acqua calda da quella fredda, ma anche dal budino al cioccolato. Una forma arcaica di ebetismo che travolge immediatamente dopo aver incrociato gli occhi del proprio bambino per la prima volta.

Io non ho fatto eccezione. I miei pensieri quando ho visto per la prima volta il piccolo Francesco sono stati, nell'ordine:
1. ehm, e questo chi è?
2. oh, mio dio... quella cosa in mano all'ostetrica è un essere pensante, senziente, autonomo... insomma una creatura. un uomo. un essere umano totalmente indipendente.
3. ehi, un momento, là dentro doveva esserci un piccolo me o un piccolo angelo, cercate meglio, avete tirato fuori quello sbagliato!

a questo punto ha aperto gli occhi, blu scuri come l'oceano (no, non ditelo anche voi, vi prego, lo so... mi farò una maglietta con scritto: si, lo so, poi cambiano, me ne farò una ragione.) e non ho capito più nulla, zero totale, l'unico pensiero che riuscivo a focalizzare fino a quando non me l'hanno portato in camera da letto è stato: "qualcuno ha detto ad Angelo che sono qui?"

Cmq: i neuroni stanno ricominciando a marciare (o a marcire, dipende dai punti di vista...), il sonno comincia a farsi sentire, Francesco tutto sommato è un angioletto di bambino, dorme abbastanza, salvo qualche colichetta, mangia in continuazione, scarica. Tanto anche. Ma dicono che sia un buon segno.
Ah, e cresce anche... abbigliamento 1 mese è già stretto.
Inizia ad essere interattivo: osserva le cose, ascolta le voci e la musica. Fa le coccole con papà. Con me no, al momento il mio ruolo è quello di una gigantesca tetta, a cui restare attaccati il più a lungo e spesso possibile, con un po' di mamma intorno. Basta sentire la mia voce, vedere la mia sagoma, sentire il mio odore e zac, scatta la chiamata alla riscossa.

Riuscirò a edificarmi da questo ruolo di mucca? Forse no. Forse è un contrappasso. Ho bevuto troppo latte da piccola e adesso devo espiare al grande dio della bovinità...

Queste ed altre inconsistenti riflessioni a casaccio, prossimamente su questo blog.

2 commenti:

Mammaliturchi ha detto...

Bentornati, era un po' che vi aspettavo... credevo che il "Francesco-Frecciarossa" vi avesse travolto in pieno!
Ehehehe... ci siamo passati tutti....inebetimento, neuroni marci, mucca life, sonno, coliche, cacca.... poi passa ( ma anche no!).
Un bacione e sono felice di sentirvi!
Madda

dottorgioia ha detto...

Si, siamo tornati finalmente. Riusciamo anche ad avere almeno 15 minuti al giorno da dedicare ad interessi e hobby che non coinvolgono Winnie the Pooh.
Ci stiamo rendendo conto che l'epifania si porterà via pure tutte le feste, ma non il nostro cucciolo.
Il che va benissimo, è un primo timido passo dal mood "avventura entusiasmante meglio del campeggio estivo" all'autocoscienza del "saremo genitori per tutto il resto della nostra vita".
Forse, ma dico solo forse, con le coliche abbiamo trovato un palliativo... rimane cmq tutto il resto a cui dedicare le altre 23h45m della giornata... :)